G e o r g e t t e

Categoria: Stili di moda

Apparenza senza eccessi

Pochi colori, tonalità neutre, linee semplici e essenziali. Lo stile minimalista è dettagliato, ma non decorato, ciò che si aggiunge deve avere una funzione concreta e non ornamentale.

Less is more.

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Lo stile controtendenza che fa tendenza

Il termine “hipster” nell’uso corrente apparve per la prima volta negli anni 90. “Prendete un maglione di vostra nonna e i Wayfarers di Bob Dylan, aggiungete dei jeans corti, Converse All Stars e una lattina di Pabst ed ecco, hipster!” Time magazine, 2009.

“Take your grandmother’s sweater and Bob Dylan’s Wayfarers, add jean shorts, Converse All-Stars and a can of Pabst and bam — hipster! ” Time magazine, 2009.

Lo stile indicliplinato

Lo Swag street fashion è un’etichetta che indica quel tipo di abbigliamento senza regole, molto vario all’interno del suo genere, prevalentemente adolescenziale, prevalentemente statunitense, in genere sportivo e “da strada”. Nato infatti in modo spontaneo nelle comunità di giovani, è uno stile appariscente, eccessivo, sregolato, comodo, adatto ad una fascia di età e ad uno stile di vita indisciplinato e spensierato.

Nella pratica “swag street fashion” è il termine anglosassone che indica lo stile di quella persona che in italiano “è proprio vestita male”. Evidentemente de gustibus non disputandum est.

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I bravi ragazzi

Chi si identifica nella categoria dei “bravi ragazzi” osserva nei suoi valori, nelle sue aspettative future, nelle esperienze passate, nelle sue preferenze, nei suoi ruoli e nei suoi comportamenti una congruenza con lo stereotipo. Benché rispecchiarsi in una categoria sociale non sia sempre un’operazione consapevole, il gruppo di appartenenza svolge in ogni caso un’importante funzione di mantenimento dell’autostima dell’individuo e, stilisticamente parlando, conduce al conformismo.

L’abbigliamento del “preppy” contemporaneo ha origine nella Ivy League, un ente sportivo che organizza giochi e tornei interscolastici tra i più prestigiosi college americani, il cui stile ha contraddistinto la moda maschile americana a metà del ventesimo secolo. Con distinzione e buon gusto, lo stile di abbigliamento “preppy” è raffinato, ma al tempo stesso informale e creativo.

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“Non è il mio stile”

Dai precedenti articoli di Georgette avrete senz’altro intuito che tendiamo a suddividere il mondo in categorie che creiamo sulla base delle caratteristiche di ciò che esiste. Ognuno di noi appartiene a tante categorie sociali: uomo o donna, studente o lavoratore, dipendente o libero professionista, eterosessuale o omosessuale, adulto, giovane, adolescente, anziano e un’infinità di altre. Queste etichette che ci applichiamo sono talmente rilevanti che vengono menzionate per prime quando ci descriviamo. Provate a commentate questo articolo rispondendo alla domanda: “Chi sei?” e vediamo quante categorie usate per presentarvi.

“Identità sociale” è il nome che la psicologia ha dato al risultato di un articolato processo di autocategorizzazione del sé.

Nella moda si sviluppano stili coerentemente con l’emergere di nuovi attributi, qualità e aspetti distintivi di persone che vengono percepite dagli altri e da loro stesse come una categoria. Scegliere dei capi d’abbigliamento per se stessi quindi è conseguenza del meccanismo di costruzione e consolidamento dell’identità e ad ogni stile corrispondono delle caratteristiche che vengono automaticamente attribuite a coloro che lo seguono. Quando uno dice un po’ contrariato al commesso “non è il mio stile”, è come se dicesse “non sono io”.
In questa sezione del blog troverete passo passo un articolo per ogni stile, ovvero per ogni categoria sociale, o per meglio dire per ogni classe di caratteristiche, nonché per ogni identità.

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