Le differenze tra i colori

di martavischi

Guardate le Manolo Blahnik qui sopra. Quale di queste vi piace di più per il colore?

Se vi avessero fatto una risonanza magnetica funzionale nel momento in cui le avete viste, avreste visto che in un primo momento si sono attivati i neuroni della corteccia visiva quando voi avete avvertito le differenze di colore e tonalità, poi si sono attivati altri neuroni per organizzare le tonalità nelle categorie che avete in memoria “BLU”, “NERO”, “VERDE”, “GIALLO”…
Secondo i risultati di uno studio, pubblicato in “Proceedings of the National Academy of Sciences” e firmato da Chris M. Bird, il nostro cervello categorizza i colori in un’area diversa (giro frontale mediale) da quella che permette di distinguere le diverse sfumature cromatiche (corteccia visiva). Ciò significa che la corteccia visiva risponde solo alle differenze di colore, mentre la categorizzazione in sé avviene in un secondo momento, attraverso processi cognitivi.

Dal momento che i colori vengono coinvolti in un processo di elaborazione simile a quello che guida l’immaginazione, essi creano stati mentali e fisiologici potenti, quali le emozioni.
Benché gli effetti dei colori variino da persona a persona, alcuni studi hanno comunque rilevato delle costanti.

E’ stato dimostrato che le cellule emettono una luce colorata a bassissima intensità che costituisce un rapido mezzo di comunicazione infracellulare. Se le cellule sono in uno stato di salute emettono un certo colore, mentre se sono in uno stato di disequilibrio emettono bande più scure.
Sulla stessa linea si muovono le sperimentazioni effettuate all’Università di Padova, le quali infatti hanno provato che le emozioni positive sono sempre accompagnate da colori chiari come il giallo o arancio, mentre quelle negative vengono associate ai colori scuri, tipo grigio, marrone, nero.

E’ risaputo che un velo di rossetto rosso o un indumento femminile rosso rende una donna attraente agli occhi degli uomini più di ogni altro colore. Questo è stato verificato da uno studio di Andrew J. Elliot.

Il rosso fa aumentare il ritmo dei battito cardiaco, crea urgenza e facilita l’acquisto d’impulso. E’ per questo che è usato nel marketing e nella comunicazione per i beni di consumo non durevoli, come i prodotti alimentari, per gli sconti e le offerte in modo da generare una forte attivazione nei clienti.


Il blu invece, crea stati psicofisici di sicurezza e di fiducia, stimolando la riflessione. Ecco perché questo è il colore delle divise e delle auto della polizia. E’ anche usato per i prodotti (e servizi) che richiedono un’analisi attenta delle loro caratteristiche prima di essere acquistati, come ad esempio i beni durevoli e i servizi a lunga scadenza.

Ecco perché un uomo in cravatta blu sembra più rassicurante di un uomo in cravatta rossa, che per contro colpisce e mantiene alta la nostra attenzione ed attivazione.


Nel 2000 a Glasgow, in Scozia, sono state installate delle luci blu per l’illuminazione delle strade in certe aree, dove in seguito è stata registrata una notevole diminuzione della criminalità!